UN NUOVO REPORTAGE ESCLUSIVO

Dossier Sanità

Di Katrin Bove

 

La Sicve, Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, il prossimo 23 ottobre a Roma, inaugurerà il XV° congresso nazionale che vedrà la partecipazione di chirurghi vascolari internazionali.

Nuova Finanza, in apertura della rubrica sanità, dedica un intervista esclusiva al presidente della Sicve. 

Scopriamo insieme, inoltre, cos’è l’OSI “Idee per chi vuole contribuire a costruire una sanità universale, efficace e sostenibile”; questa è Officina Sanità Italia, presentata dall'amministratore delegato di una grande multinazionale bio-medicale.

Diamo voce all'imprenditoria femminile, con la storia e l'esperienza di un’affermata imprenditrice romana.

L’importanza della ricerca, soprattutto nella cura e nella scoperta delle malattie rare, è raccontata dal direttore generale del policlinico Umberto 1 di Roma.

Il presidente incoming della Sirm fa il punto sulla storia della Radiologia Interventistica, dalle sue origine ai giorni nostri.

Un incubatore di progetti, una società al servizio di medici e scienziati, che raccoglie, organizza e realizza idee innovative specie nel cardiovascolare, nuove tecniche rivoluzionarie per la chiusura percutanea del PFO e cure mininvasive per le varici, chiudono, arricchendo ulteriormente la lettura, questo nuovo numero di NF.

 


DOSSIER SANITA' AUTUNNO 2016

a cura di Katrin Bove


Chenot insegna il benessere

Henri Chenot
Henri Chenot

Di Renato Pedullà

 

Henri Chenot è uno dei più grandi e famosi  nutrizionisti al mondo: da più di quarant’anni studia insieme a scienziati, medici e tecnici specialisti le dinamiche del vivere sano. Chenot, nasce in un paese di poche anime a Sarrancolin, nel dipartimento degli alti Pirenei a pochi chilometri da Lourdes, da una famiglia di immigrati provenienti dalla Spagna che, nel primo periodo del Franchismo, emigrò in Francia. Ma nella  nazionalista Francia, Henri scoprì le prime forme di razzismo: a scuola era additato come il “figlio degli spagnoli”.

Henri da allora ne ha fatta di strada, è ormai noto in tutto il mondo. Anche se rifiuta la definizione di guru della dieta “Detox”, in realtà è lui uno dei primi se non il primo ad aver fatto della detossinazione, e non solo di questa, uno dei punti cardini di un corretto stile di vita. I suoi studi costanti passano, dalla medicina orientale a quella occidentale, dalla psicologia bionergetica alla naturopatia

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La parola d’ordine di asfo sanità “L’unione fa la forza...Veramente”

Di Katrin Bove

 

Il motto di Asfo Sanità è “l’unione fa la forza……veramente!”, fedele specchio di un’associazione che riunisce imprese con problemi e interessi comuni e aspira a mettere insieme i piccoli decisi a diventare grandi. 

Asfo Sanità svolge attività sindacale e di negoziazione nei confronti di enti locali, regionali, amministrazioni pubbliche e ministeri per risolvere i problemi specifici del comparto e promuovere iniziative a sostegno dell’attività economica delle imprese rappresentate. Organizza attività di formazione e di aggiornamento, promuovendo studi di settore su temi di principale interesse per la categoria.

Garantisce assistenza tecnico-normativa alle imprese offrendo, tra gli altri, servizi di consulenza fiscale e legale. Promuove periodiche operazioni di cessione dei crediti vantati nei confronti delle Pubbliche amministrazioni clienti, o di altri debitori privati, mettendo in piedi le necessarie azioni propedeutiche legali, di factoring e assicurative, a salvaguardia degli interessi delle imprese associate.

Le periodiche cessioni collettive pro soluto del credito hanno consentito e consentono alle imprese (grazie al consistente anticipo dei tempi di pagamento rispetto a quelli transattivamente previsti) di garantirsi la liquidità necessaria al finanziamento della propria attività commerciale. 

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BOSTON SCIENTIFIC: GRANDI PASSI NELLA RICERCA BIOMEDICA

Di Katrin Bove

 

La ricerca biomedica fa passi da gigante. Anche per i pazienti con stenosi aortica grave e ritenuti a elevato rischio chirurgico, la medicina offre oggi una nuova generazione di dispositivi per la sostituzione mini-invasiva della valvola aortica per via percutanea (Tavi).

Il nuovo sistema valvolare aortico Lotus Edge™ di Boston Scientific ha appena ricevuto il marchio CE ed è stato utilizzato per la prima volta con successo agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) Policlinico San Donato e Ospedale San Raffaele di Milano, due strutture del Gruppo ospedaliero San Donato.

 La sostituzione della valvola nativa con una artificiale, con intervento a cuore aperto e bypass cardiopolmonare è, in molti casi, l’unica soluzione possibile in presenza di stenosi aortica. Questa patologia provoca l’ispessimento e l’irrigidimento dei lembi della valvola causando il restringimento dell’apertura valvolare e la conseguente riduzione della circolazione sanguigna. La patologia, che colpisce il tre per cento dei pazienti sopra i 65 anni e il cinque per cento dei pazienti ultra 75ennni,  è determinata nella maggior parte dei casi dalla malattia calcifica degenerativa, cioè da un accumulo di calcio nei lembi valvolari. In Europa ci sono circa un milione e 200mila pazienti affetti da stenosi aortica sintomatica severa.

Molti pazienti sono però ritenuti non idonei o, comunque, a rischio elevato per essere sottoposto a intervento chirurgico. Per questa tipologia di pazienti l’unica soluzione terapeutica viene oggi dall’utilizzo di sistemi che consentono di inserire e posizionare la nuova valvola con un approccio mini-invasivo. Recenti indagini condotte in Europa hanno inoltre rilevato che circa 190mila anziani affetti da stenosi aortica grave sono “candidati” alla procedura Tavi e che, ogni anno, quasi 18mila nuovi pazienti saranno ritenuti idonei a questa procedura.

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ASL-RIETI: GLI INTERVENTI DOPO IL SISMA PICCOLI PASSI VERSO IL FUTURO

Di Laura Figorilli - Marilina Colombo - Domenica Tomassoni*

 

24 Agosto 2016 ore 3.36: un forte sisma di magnitudo 6,0 devasta l'area fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, provocando 298 morti e numerosi feriti. Le gravi catastrofi come questa strappano drammaticamente  ad un alto  numero di persone tutto quello che hanno costruito nella loro vita: la casa, il lavoro, gli affetti. Anche l’assistenza sanitaria e sociale su cui si basa l’equilibrio, in alcuni casi fragile, della salute di persone anziane in un territorio incantevole , ma impervio, viene meno. 

 L’Agenzia regionale emergenza sanitaria ha assicurato i primi interventi sui luoghi  del  sisma: alle ore 4.16  sono arrivate le  prime ambulanze su Amatrice e Accumoli,dalle ore 5.30  alle ore 11.15  sono stati attivati 4 Presidi Medici Avanzati  (PMA) al fine di consentire la stabilizzazione clinica dei feriti e la loro  centralizzazione in elicottero presso i DEA di II livello, oppure in ambulanza verso l’Ospedale di Rieti “S. Camillo de Lellis”.

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POLICLINICO UMBERTO I DI ROMA TRAPIANTI D’ORGANO, L’ECCELLENZA

Domenico Alessio
Domenico Alessio

Di Domenico Alessio*

 

In occasione del 40esimo congresso della Società italiana trapianti d’organo, tenuto all’hotel Ergife di Roma dal 26 al 28 ottobre, è stata festeggiata anche la ricorrenza dei 50 anni dal primo trapianto d’organo in Italia avvenuto al Policlinico Umberto I.

L’evento, che ha assunto particolare importanza dal punto di vista medico-scientifico, ha ripercorso tutta l’attività trapiantologica ricordando non solo il periodo pioneristico con i primi trapianti di reni a livello nazionale effettuati dal professor Paride Stefanini nel 1966, ma ha rappresentato principalmente la realtà attuale e le prospettive future di questa straordinaria disciplina terapeutica che vede all’avanguardia, in termini di numero e di successi, la nostra grande struttura ospedaliero-universitaria romana. Il Policlinico ha registrato negli ultimi  tre anni un incremento nei trapianti di circa il 20 per cento raggiungendo il primo posto nella Regione Lazio e nel 2011 è  riferimento interregionale dell’Organizzazione Centro Sud Trapianti e “Italian Gate to Europe”, struttura di coordinamento realizzata in convenzione con il Centro nazionale dei trapianti (Cnt) per lo scambio di organi tra l’Italia e Paesi stranieri.

Alla cerimonia era presente il professor Raffaello Cortesini che nel 1982 effettuò il primo trapianto di fegato in Italia e gli  illustri chirurghi dei vari Centri trapianti a livello nazionale ed estero, nonché un numero consistente di persone trapiantate negli anni e rappresentanti delle istituzioni, delle comunità scientifiche e delle associazioni. E’ stata l’occasione propizia per fare il punto della situazione e ripartire con nuove sfide e nuovi successi.

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A ROMA DA OGGI AL 25 OTTOBRE IL XV CONGRESSO DELLA SICVE (SOCIETA’ ITALIANA DI CHIRURGIA VASCOLARE ED ENDOVASCOLARE)

Si tiene a Roma (Hotel Ergife) da oggi a martedì 25 ottobre il 15esimo congresso della Sicve, la Società italiana di chirurgia vascolare ed endovascolare presieduta dal professor Nicola Mangialardi.

La valorizzazione della componente giovanile e di tutte le realtà, anche periferiche, della chirurgia vascolare italiana è l’obiettivo centrale dell’evento. Tra le novità di quest’anno si segnala la Top Ten Abstract Session, un concorso tra abstract provenienti da dieci centri diversi: i primi tre classificati, scelti mediante votazione in aula, saranno premiati insieme ai tre poster più votati.

La Sicve punta a produrre linee guida che vengano validate a livello ministeriale e parallelamente ad ampliare la rete formativa degli specializzandi attraverso l'accreditamento ministeriale degli ospedali presenti sul territorio per quanto concerne l'insegnamento. 

Rispetto alle precedenti edizioni sarà dedicato ancora maggiore interesse ai costi delle innovazioni. La chirurgia vascolare ed endovascolare è una delle discipline mediche che gode di più dei frutti dell’innovazione, non solo per quanto riguarda le tecniche ma anche per i dispositivi. Ma i dispositivi talvolta costano tanto: un fattore, il costo, che in tempi di tagli alla spesa assume un rilievo tutt’altro che secondario. E’ prevista una tavola rotonda, con esperti, anche stranieri, che condivideranno le loro opinioni sulla razionalizzazione della spesa e sulla spending review. Un capitolo a parte è destinato all’analisi del rapporto costo/beneficio delle innovazioni: è il caso della riduzione della degenza ospedaliera resa possibile dai nuovi dispostivi.

 

Proseguirà la collaborazione con medici italiani di altre specialità (anestesisti, neurologi, nefrologi, chirurghi generali, diabetologi, cardiologi e cardiochirurghi) e con Società straniere di chirurgia vascolare con le quali sono state organizzate sessioni congiunte. Frutto dell'esperienza e della collaborazione di numerosi esperti in chirurgia vascolare, italiani e stranieri, è il testo“Advanced Endovasculare Procedures For Complex Aortic Diseases” che verrà distribuito nella sede congressuale.  

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PARLA IL PRESIDENTE SICVE: LA QUALITA’ CONTRO I TAGLI

I tagli alla spesa pubblica hanno inciso sulla qualità dell’offerta sanitaria nel settore della chirurgia vascolare?

Innovazione e continuo aggiornamento sono il mantra della chirurgia vascolare. In tutte le discipline mediche ed in particolare nella nostra, ogni giorno la ricerca partorisce un nuovo dispositivo che permette la riduzione dell’impatto fisico dell’intervento sul paziente, la cosiddetta “invasività”. Le nuove tecnologie hanno spesso costi elevati. E’ nostra missione e cura difendere la salute dei malati ed offrire la migliore strategia terapeutica a tutti: come sancito da una recente sentenza della corte di cassazione a sezioni riunite, è punibile quel medico che non abbia destinato la migliore opzione terapeutica disponibile al paziente. 

In un momento di tagli alla spesa pubblica è ovviamente difficile tenere l’equilibrio tra queste due forze contrarie, se così possiamo definirle. Ed in effetti questo è un argomento più che attuale: lo scorso marzo la Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare ha organizzato a Matera un Congresso nel quale i chirurghi vascolari italiani e stranieri si sono confrontati su questo tema. Ne è emerso che la chirurgia vascolare italiana nonostante il difficile momento economico con rimborsi DRG inadeguati ai costi delle nuove tecnologie riesce a garantire ottimi risultati. La Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare ha aderito, con altre Società scientifiche, ad un’iniziativa chiamata Officina Sanità Italia proposta dal Presidente nazionale di Medtronic, nella quale vari attori, tra stake holders , istituzioni ministeriali, le Università ed associazioni di pazienti si uniscono con gli scopi comuni di identificare le norme esistenti e ancora non adeguatamente implementate per migliorarne l’applicazione, costruire alleanze, promuovere il dibattito pubblico su temi economico sanitari e rivoluzionare il sistema sanitario tutto. 

 

E’ possibile coniugare riduzione della spesa e qualità del servizio? Si possono realizzare risparmi che, senza incidere sul core dell’attività, possono mantenere più o meno integro il livello degli investimenti?

E’ possibile e doveroso, aggiungerei. La chiave di volta è la Best Clinical practice, che è una attitudine che passa anche attraverso il risparmio. Il concetto di risparmio in chirurgia vascolare è più da vedere come un investimento attento ed adeguato della tipologia delle cure. 

Prendiamo ad esempio l’aneurisma dell’aorta addominale: al momento sono disponibili un trattamento tradizionale di chirurgia aperta, ovviamente più aggressivo con un certo rischio di mortalità poiché implica una anestesia generale con intubazione, l’apertura dell’addome ed una terapia intensiva postoperatoria, ma duraturo e che necessita di meno controlli nel tempo. La seconda opzione è un trattamento mininvasivo, endovascolare, che si effettua in anestesia locale attraverso dei piccoli accessi all’inguine: le complicanze immediate e la mortalità di questo tipo di intervento sono nettamente inferiori ma i controlli nel tempo sono più frequenti e a volte sono necessari interventi di “manutenzione “ delle endoprotesi impiantate.

E’ quindi ovvio che un sessantenne senza importanti fattori di rischio sia nella gran parte dei casi candidato alla prima opzione mentre un ottantenne con gravi comorbidità cardiorespiratorie meglio si gioverà di un trattamento mini invasivo.

 

Insomma, abbiamo dovuto fare nostro il concetto di medicina personalizzata, che implica scelte differenti per differenti pazienti, perché il meccanismo funzioni in maniera perfetta e senza sprechi di risorse.

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