Paola Santarelli, imprenditrice. Il bello degli affari

Di Angelo Bucarelli


Paola Santarelli, imprenditrice nel settore delle costruzioni come da tradizione familiare paterna e materna, laureata in Economia e Commercio, ha ricevuto diversi riconoscimenti per essersi distinta nella sua attività e il 2 giugno 2010 il presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza di cavaliere del lavoro. Dopo la scomparsa di suo padre nel 1999 ha preso in mano le redini dell’azienda di famiglia…

Ambedue le famiglie di origine, paterna e materna operavano nel settore delle costruzioni, private mio padre, pubbliche mia madre. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con mio padre che mi ha stimolato ad avvicinarmi fattivamente al mondo del lavoro. Cosi appena laureata, a 22 anni, mi sono gettata con determinazione nella nostra attività.

Ma come ha affrontato un mondo tradizionalmente e decisamente maschile, se non maschilista, come il comparto delle costruzioni?

Beh, fossi stato un ragazzo, sarebbe stato più facile. All’ inizio ho pagato lo scotto di essere una giovane donna e, perdipiù,  figlia di famiglia, ma presto ho raggiunto la parità e sono riuscita a farmi prendere sul serio. Ho cominciato a lavorare con mio padre già prima di laurearmi e, quindi, ho potuto continuare il suo lavoro e anche ampliarlo e adeguarlo per mantenerne lo sviluppo.


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LA SEGRETARIA FURLAN: CISL, “UNA CASA DI VETRO”

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BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI ROMA: LA FORZA DEI NOSTRI NUMERI

Mauro Pastore
Mauro Pastore

Di Katrin Bove

 

Intervista al Direttore Generale della Banca di Credito Cooperativo di Roma Mauro Pastore: “Ci confermiamo Banca solida, patrimonializzata e punto di riferimento per i territori in cui operiamo. La riforma del Credito Cooperativo ci vede entrare nel nuovo Gruppo come prima BCC italiana e al vertice tra le banche medie in generale”

 

Il 2016 è stato un anno da dimenticare per il sistema bancario italiano. E per la BCC di Roma?

In effetti il 2016 è iniziato in modo critico per le banche, con i timori legati al bail in, che alla fine del 2015 aveva interessato quattro medi istituti  colpendo i risparmi di tanti clienti, e le paure delle persone  sulla solidità degli intermediari. L’anno però è terminato bene, con la decisione del Governo di stanziare 20 miliardi per ricapitalizzare e garantire la liquidità delle banche in crisi e il rinvio del completamento del sistema di regole predisposto dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, conosciuto come Basilea 4, che, secondo le stime della Federazione bancaria europea,  costerebbe di ricapitalizzazioni supplementari per il sistema europeo 860 miliardi. Per quanto ci riguarda i numeri relativi al 2016 evidenziano la nostra ulteriore crescita. Secondo i dati di preconsuntivo, la raccolta diretta è aumentata del 4,2% a 9,5 miliardi di euro mentre la raccolta totale è cresciuta del 2,5% a 11,3 miliardi; gli impieghi hanno superato i 7 miliardi con un incremento del 3,3% a fronte dello 0,5% del sistema bancario. I crediti deteriorati sono sotto controllo. Dal lato economico i margini risultano soddisfacenti. Pur con costi operativi in aumento, per l’incremento delle agenzie e del personale determinato dalle recenti acquisizioni e incorporazioni, il risultato è positivo. Ci confermiamo dunque banca solida, patrimonializzata e punto di riferimento per i territori in cui operiamo, soprattutto in riferimento a famiglie e piccole imprese.

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Con i piedi per terra: intervista ad Alessandro Dominici

Di Germana Loizzi

 

Dottor Dominici, l’Italia e molti altri Paesi sono ancora alle prese con una crisi cominciata poco meno di dieci anni fa. A chi se ne può attribuire la colpa? E c’erano strade alternative da percorrere?

 

Non mi sento di attribuire responsabilità, ma solo di valutarne le conseguenze. L’Italia, così come tanti altri Stati, è stata vittima di una crisi che affonda le proprie radici nella cattiva gestione capitalistica, nelle manovre speculative immobiliari e nell’arricchimento di lobby che hanno strumentalizzato i risparmi di tanti a vantaggio di pochi. Il nostro Paese avrebbe potuto fronteggiare meglio il declino però, investendo nelle giovani menti, costrette a fuggire all’estero, e nelle risorse agricole, naturali e culturali che offre. A noi di Earth Mother Project ci piace pensare che dietro a ogni crisi ci sia sempre una opportunità. Il nostro core business, infatti, è basato sula produzione di materie prime. In tempi recenti, abbiamo deciso di avviare una coltura pilota in Sicilia con l’obiettivo di beneficiare degli aspetti climatici di questa meravigliosa regione che, con le sue terre arricchite dall’origine vulcanica, garantisce una eccellente qualità agricola.

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“La Voce” del sacro convento

Padre Enzo Fortunato
Padre Enzo Fortunato

Di Donatella Milani

 

Assisi, terra del dialogo e della pace. "E' la mia casa naturale - dice padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento  della rivista san Francesco e del portale sanfrancesco.org -, di tutti i francescani e gli uomini di buona volontà... La mia guida quotidiana? La fede e gli insegnamenti di Francesco, sempre attualissimi". 

Padre Enzo, che a dispetto dell'anagrafe ha già un ricchissimo bagaglio di esperienze lungo la strada, spesso non facile, del dialogo,  ha visto, incontrato, mediatoparlato con i potenti del mondo sempre con l'obiettivo della pace e del sostegno ai più deboli e bisognosi. "E' quello che ci ha insegnato Francesco..." . Già un nome, quello del Poverello scelto non a caso dal Santo Padre.

"Papa Bergoglio _ ricorda padre Enzo _spiegò nel suo primo incontro con la stampa, il 16 marzo del 2016, la sua scelta: “Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! Per questo mi chiamo Francesco, come Francesco da Assisi.

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IL CANTANTE CHE PIACE AI VIP

Di Nicola Bartolini Carrassi

 

Determinato, onesto, pulito. Un artista che offre se stesso al pubblico, ma si nega ai compromessi. Pier Caruso, superata l’età che può decretare l’effimero successo di una star sul web, pur sfruttando le nuove tecnologie, ha deciso di auto-raccomandarsi e di proporsi alle star e ai professionisti di ogni settore. E i big di tv, cinema, giornalismo hanno risposto, tra le mille richieste che riceveranno ogni giorno, proprio alla mail di Pier, quella che parla di lui, e che porta allegato il suo ultimo video… Tanto da metterci la faccia: sono tantissimi quelli che sono scesi in campo per sostenerlo. Spontaneamente e con partecipazione. Scopriamo Pier Caruso, la sua carica inesauribile, il suo percorso -quello che unisce tanti artisti di talento senza potenti alle spalle- e l’irresistibile staffetta a cui ha dato vita 

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Premiate le strategie: SAFE BAG INIZIA A DECOLLARE

La società fondata da Rudolph Gentile chiude un primo semestre 2016 estremamente soddisfacente con fatturato consolidato, Ebit ed Ebitda in crescita; le proiezioni a fine 2016 vedono numeri altrettanto positivi. I risultati stanno premiando la strategia del gruppo, che negli ultimi mesi ha implementato con successo importanti ristrutturazioni sul piano dei costi e delle attività non profittevoli, la ridefinizione e il rinnovo delle concessioni con gli aeroporti chiave e una intensa attività di sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Insomma, dopo una intensa e laboriosa fase di rullaggio iniziata nel 2014, Safe Bag inizia a decollare.

Safe Bag è una delle prime società a proporre il servizio di protezione bagagli in aeroporto (si, quelli che mettono la plastica attorno alle valige, ma che offrono anche assicurazione accessori, servizi di spedizione e deposito ecc. ). Fondata nel 1997 da Rudolph Gentile, ancora oggi Presidente del gruppo, leader in Europa nel campo della protezione dei bagagli, Safe Bag rappresenta un modello per tutte le aziende di riferimento sia sul piano qualitativo che dell’innovazione. Non a caso, sono loro ad avere introdotto il “concept store” del viaggiatore, il servizio di garanzia accessoria e la tracciabilità del bagaglio.

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Questo mondo si salverà dal genere umano, anche grazie all’arte. Incontro con il Maestro Gianpistone.

Di Nicola Bartolini Carrassi

 

Il Maestro Gianpistone ha realizzato numerosi cicli pittorici, soprattutto su tele di ampie dimensioni, nei quali ha espresso il proprio amore per la cultura, il viaggiare e le spiritualità dei popoli del mondo in oltre 60 anni di carriera. Ora il suo studio è anche una mostra permanente, aperta a quanti amino l’arte e abbiano il piacere di godere delle  sue opere d’arte.

 

Maestro, che tipo di bambino è stato?

 Ero il primogenito di altri sette fratelli. A dieci anni lessi il “Marco Polo” regalatomi da un mio zio materno tornato dalla Cina. Con questa lettura ho subito percepito il desiderio di grandi viaggi.

 

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PARLA IL PRESIDENTE SICVE: LA QUALITA’ CONTRO I TAGLI

I tagli alla spesa pubblica hanno inciso sulla qualità dell’offerta sanitaria nel settore della chirurgia vascolare?

Innovazione e continuo aggiornamento sono il mantra della chirurgia vascolare. In tutte le discipline mediche ed in particolare nella nostra, ogni giorno la ricerca partorisce un nuovo dispositivo che permette la riduzione dell’impatto fisico dell’intervento sul paziente, la cosiddetta “invasività”. Le nuove tecnologie hanno spesso costi elevati. E’ nostra missione e cura difendere la salute dei malati ed offrire la migliore strategia terapeutica a tutti: come sancito da una recente sentenza della corte di cassazione a sezioni riunite, è punibile quel medico che non abbia destinato la migliore opzione terapeutica disponibile al paziente. 

In un momento di tagli alla spesa pubblica è ovviamente difficile tenere l’equilibrio tra queste due forze contrarie, se così possiamo definirle. Ed in effetti questo è un argomento più che attuale: lo scorso marzo la Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare ha organizzato a Matera un Congresso nel quale i chirurghi vascolari italiani e stranieri si sono confrontati su questo tema. Ne è emerso che la chirurgia vascolare italiana nonostante il difficile momento economico con rimborsi DRG inadeguati ai costi delle nuove tecnologie riesce a garantire ottimi risultati. La Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare ha aderito, con altre Società scientifiche, ad un’iniziativa chiamata Officina Sanità Italia proposta dal Presidente nazionale di Medtronic, nella quale vari attori, tra stake holders , istituzioni ministeriali, le Università ed associazioni di pazienti si uniscono con gli scopi comuni di identificare le norme esistenti e ancora non adeguatamente implementate per migliorarne l’applicazione, costruire alleanze, promuovere il dibattito pubblico su temi economico sanitari e rivoluzionare il sistema sanitario tutto. 

 

E’ possibile coniugare riduzione della spesa e qualità del servizio? Si possono realizzare risparmi che, senza incidere sul core dell’attività, possono mantenere più o meno integro il livello degli investimenti?

E’ possibile e doveroso, aggiungerei. La chiave di volta è la Best Clinical practice, che è una attitudine che passa anche attraverso il risparmio. Il concetto di risparmio in chirurgia vascolare è più da vedere come un investimento attento ed adeguato della tipologia delle cure. 

Prendiamo ad esempio l’aneurisma dell’aorta addominale: al momento sono disponibili un trattamento tradizionale di chirurgia aperta, ovviamente più aggressivo con un certo rischio di mortalità poiché implica una anestesia generale con intubazione, l’apertura dell’addome ed una terapia intensiva postoperatoria, ma duraturo e che necessita di meno controlli nel tempo. La seconda opzione è un trattamento mininvasivo, endovascolare, che si effettua in anestesia locale attraverso dei piccoli accessi all’inguine: le complicanze immediate e la mortalità di questo tipo di intervento sono nettamente inferiori ma i controlli nel tempo sono più frequenti e a volte sono necessari interventi di “manutenzione “ delle endoprotesi impiantate.

E’ quindi ovvio che un sessantenne senza importanti fattori di rischio sia nella gran parte dei casi candidato alla prima opzione mentre un ottantenne con gravi comorbidità cardiorespiratorie meglio si gioverà di un trattamento mini invasivo.

 

Insomma, abbiamo dovuto fare nostro il concetto di medicina personalizzata, che implica scelte differenti per differenti pazienti, perché il meccanismo funzioni in maniera perfetta e senza sprechi di risorse.

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Il sottosegretario Bianchi: cultura, la nostra ricchezza

Doriana Bianchi
Doriana Bianchi

Di Renato Pedullà

 

Buongiorno Onorevole, in poche battute, può farci un resoconto dei suoi primi 100 giorni di lavoro come Sottosegretario al MIBACT? 

 

Il bilancio di questi primi mesi di lavoro è sicuramente positivo. Alla Borsa internazionale sul Turismo, a febbraio, ho siglato un accordo di collaborazione con la Russia sul turismo culturale mettendo in itinere delle iniziative tra i due Paesi. A fine luglio porteremo a termine i lavori del Piano Strategico Nazionale sul Turismo con una prima stesura del piano. L’obiettivo è rendere più competitivo il nostro Paese, promuovere lo sviluppo sostenibile delle nostre risorse e rimettere il turismo al centro della nostra economia. Si tratta di uno strumento aperto, dinamico flessibile e partecipato da tutti gli attori. Stiamo affrontando le diverse criticità del settore: le concessioni demaniali marittime, i condhotel, la riforma delle professioni del turismo, la classificazione alberghiera e il fondo di garanzia per tour operator e agenzie di viaggio. Siamo tornati a investire in cultura. Sono stati approvati ulteriori finanziamenti per i progetti del PON Cultura, che prevede un totale di 491 milioni per le Regioni del Mezzogiorno. Nello specifico per la Calabria sono stati sbloccati fondi per un totale di 9 milioni di euro concentrati a Locri, Scolacium, Crotone e Sibari. Nel frattempo ho partecipato a incontri bilaterali e multilaterali per promuovere la cultura italiana e il turismo. In Cina, ho partecipato alla Prima conferenza mondiale sul turismo sostenibile e al G20 dei ministri del Turismo. Qui ho avuto un confronto con il viceministro alla cultura con cui è nato il progetto di gemellare i nostri siti Unesco iniziando con Xian e Pompei. Ho rappresentato l’Italia in Giappone proprio in occasione dell’apertura delle celebrazioni dei 150 anni di amicizia tra i nostri Paesi e qui è stato rinnovato il rapporto di proficuo scambio culturale. A Baku in Azerbaijan ho partecipato alla VII edizione del Global Forum delle Nazioni Unite dove ho presentato le proposte culturali italiane per il dialogo tra i popoli. Tra queste, il Museo della Pace che è stato di recente inaugurato a Napoli. 

 

Il Ministro Franceschini ha dato molto rilievo al finanziamento per la Cultura di un miliardo di euro. Come e dove verrà indirizzato questo stanziamento del Fondo Sviluppo e Coesione 2014 – 2020?

 

 

Il Ministro Franceschini ha dato rilievo al finanziamento perché rappresenta un vero e proprio cambio di rotta: questo è il primo Governo che torna a investire in cultura. Se finora si diceva che con la cultura non si mangia per noi è invece un motore di sviluppo ancor più efficace se abbinato al turismo. Il Fondo Sviluppo e Coesione 2014 – 2020 riguarda 33 progetti sparsi per tutto il territorio italiano. Ci sono interventi rilevanti sul sistema museale italiano (a Napoli il Museo di Capodimonte o la Galleria di Arte Antica e quella di Arte Moderna) e interventi innovativi volti a recuperare aree degradate per ricucire e rivitalizzare mediante le destinazioni culturali intere zone delle città: il Porto vecchio di Trieste, l’ex caserma Cerimant a Roma (in zona Tor Sapienza), il Water front di Genova. E inoltre, finalmente, il completamento delle opere “incompiute”: l’Auditorium di Firenze, gli Uffizi, il sito dell’isola della Maddalena. Infine 170 milioni destinati a diversi interventi di interesse nazionale sul patimonio culturale. Il Governo ha voluto ricevere direttamente dai cittadini le segnalazioni: fino alla mezzanotte del 31 maggio sono arrivate quasi 140 mila (139.759) segnalazioni per un totale di 2782 luoghi segnalati.  

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