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D’ANNUNZIO, L’ “ASPRA PISTOIA”

 di Piero Gherardeschi

 

Nella Toscana dei campanili, dei Guelfi e Ghibellini, delle Pisorno mai nate, c'è una città all'apparenza quasi silente, distaccata, lontana da scontri e diatribe dove perfino la globalizzazione, che ha caratterizzato altre realtà, sembra non averla sfiorata. Questa città è l'"aspra Pistoia", come ebbe a definirla Gabriele D'Annunzio, città italiana della cultura per il 2017. Ed anche la nomina fra le altre nove candidate a questo ambito riconoscimento, ha riflettuto lo spirito leggero della città: è stata infatti quasi una sorpresa per gli stessi pistoiesi e per il medesimo comitato scientifico che ha lavorato per centrare questo affascinante obiettivo che porterà oltre ad un milione di euro da parte del Ministero dei Beni per le attività culturali e per il turismo, anche un incremento turistico per altro già tangibile dal momento dell' annuncio della nomina.

Nei primi dieci mesi dello scorso anno, infatti, l'aumento dei turisti che si sono aggirati per la Sala o per piazza del Duomo e' stato notevolissimo: oltre l'17 per cento in più di presenze con la prospettiva che dovrebbe portare a superare i già lusinghieri risultati conseguiti lo scorso anno da Mantova, città che a Pistoia ha passato il testimone.

La nomina a città della cultura per il 2017 e' stata per Pistoia l'occasione per allestire un progetto di rigenerazione  e riqualificazione urbana: dall'Antico Ospedale del Ceppo alle mura urbane, dai percorsi ciclopedonali immersi nel verde del centro storico a tutta una serie di rassegne culturali che la città quest'anno svilupperà al meglio, pur consapevole di una serie di importanti eventi nazionali che da anni hanno portato Pistoia all'attenzione nazionale.

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A Londra vetrina per le imprese: Giochi, novità in mostra

Di Giampiero Moncada

 

Non solo muove un mucchio di denaro in tutto il mondo, il settore del gioco d’azzardo è anche tra quanti producono il maggior numero di eventi fieristici. Il più importante europeo è quello di Londra, Ice Totally Gaming, che si terrà quest’anno dal 7 al 9 febbraio nel quartiere fieristico ExCel, un’area espositiva di quasi mezzo chilometro quadrato sulle rive del Tamigi. Lo scorso anno i visitatori sono stati quasi 30mila e oltre 500 gli espositori. E per quest’anno si prevede l’ulteriore incremento di questi volumi. 

Una visita all’Ice può far capire quanta complessità ci sia dietro un gioco apparentemente semplice e, soprattutto, quanto sia lunga la catena produttiva che sta dietro la schermata di un casinò on line. Basti pensare che l’immagine virtuale di una cartolina della lotteria istantanea (il comunissimo gratta&vinci) viene realizzata graficamente da una società che si occupa di web design, inserita in un software molto sofisticato che gestisce le probabilità di vincita, realizzato da una software house specializzata in quelli che vengono chiamati “motori di gioco”. Poi, l’insieme del software di gioco viene certificato da una terza società, che deve verificare il suo corretto funzionamento e la conformità alle eventuali leggi di un singolo Paese. E infine è necessario un server, ovvero il computer sul quale il software viene ospitato per essere raggiunto dai giocatori, che deve presentare garanzie di affidabilità e inviolabilità paragonabili a quelle delle banche. 

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Che cosa resta della Musica

Di Nicola Carrassi

 

Le Major chiudono uffici, licenziano la forza vendita. I nuovi miti della musica nascono a colpi di click, siano talentuosi o no, abbiano studiato o no. I raccomandati, invece di passare da Sanremo, passano dai Talent, e, oggi, per vincere il disco d’oro basta rivolgersi ad agenzie specializzate. Che cosa resta della musica? Il talento di tanti che non mollano, che inventano nuovi escamotage tra tecnologia e sudore per farsi notare e imporre all’attenzione fuggevole dei nostri tempi, ciò che hanno da offrire. Alessandro Porcella, che incontriamo a Londra, tra i tanti impegni, fa parte del Collettivo di CreAttivi Ryancreation, che proprio quest’anno ha premiato tre ‘sconosciuti’, che non godono di santi in paradiso, ma che hanno un enorme talento. E proprio il Premio Talento Puro è stato assegnato a Pier Caruso, JessiKa, e al giovanissimo Francesco Faggi. Saranno seguiti dal CollettivoCreAttivi -composto da maestranze provenienti da tutto il mondo- per un intero anno, con la collaborazione di EternalMagicOmnia, RCOEUROPE, MustangEntertainment, e PA74 Music di Alessanro Porcella…

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“La Voce” del sacro convento

Padre Enzo Fortunato
Padre Enzo Fortunato

Di Donatella Milani

 

Assisi, terra del dialogo e della pace. "E' la mia casa naturale - dice padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento  della rivista san Francesco e del portale sanfrancesco.org -, di tutti i francescani e gli uomini di buona volontà... La mia guida quotidiana? La fede e gli insegnamenti di Francesco, sempre attualissimi". 

Padre Enzo, che a dispetto dell'anagrafe ha già un ricchissimo bagaglio di esperienze lungo la strada, spesso non facile, del dialogo,  ha visto, incontrato, mediatoparlato con i potenti del mondo sempre con l'obiettivo della pace e del sostegno ai più deboli e bisognosi. "E' quello che ci ha insegnato Francesco..." . Già un nome, quello del Poverello scelto non a caso dal Santo Padre.

"Papa Bergoglio _ ricorda padre Enzo _spiegò nel suo primo incontro con la stampa, il 16 marzo del 2016, la sua scelta: “Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! Per questo mi chiamo Francesco, come Francesco da Assisi.

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